Firenze Capitale d’Italia

Il 27 Aprile 1859, per unanime volontà del popolo, desideroso di riunirsi all'Italia, Leopoldo II di Lorena rinuncia al suo regno. L'annessione al nuovo Regno d'Italia avvenne nel Marzo della anno seguente, quando Bettino Ricasoli presenta al re Vittorio Emanuele II l'atto di annessione della Toscana al Piemonte. Nel 1865 e fino al 1871, Firenze viene proclamata Capitale d'Italia, con la chiara volontà di trasferire al più presto la capitale nella città di Roma.

In questi anni, l'architetto Giuseppe Poggi elaborò un particolareggiato piano urbanistico per la città, per adeguarla al ruolo di capitale, sull'esempio del piano di Hausmann di Parigi. Venne infatti abbattuta la vecchia cinta muraria realizzando al loro posto un sistema di Boulevards, e vennero rammodernati diversi antichi palazzi fiorentini.

Palazzo Gondi

Una delle più belle opere di Giuliano da Sangallo, venne tuttavia portato a termine alcuni secoli dopo la sua morte, avvenuta nel 1516 contribuendo alla bellezza della città di Firenze. Chi lo realizzò si attenne strettamente al progetto originale, cosa che ci permette oggi di poter ammirare una sorta di manifesto dell'architetto fiorentino.

Il Cimitero monumentale di Bonaria

Nel cimitero di Cagliari dalle misere croci in legno dei meno abbienti al triste angolo in terra sconsacrata dei morti suicidi, dalle sobrie lapidi in granito alle faraoniche cappelle di famiglia contornate di marmi e statue.

E' una singolare e alquanto insolita galleria d'arte all'aperto quella del Cimitero Monumentale di Bonaria. Sorto ai piedi dell'omonima collina, l'area già in epoca punico-romana era utilizzata come necropoli, il Cimitero venne progettato dal capitano del genio Luigi Damiano e inaugurato il primo gennaio 1829.

Il Cimitero di Bonaria non solo racconta più di un secolo di vita della città, con i suoi personaggi illustri, la ricca borghesia commerciale e imprenditoriale o i più anonimi cittadini, è un vero compendio alla luce del sole, di storia dell'arte. Dipinti, busti, affreschi, bronzi, effigi, colonnati, sculture, sontuose cappelle sono la diretta testimonianza delle tendenze stilistiche più in voga del momento: dal neoclassicismo al realismo, al simbolismo e al liberty. Anche gli artisti impegnati nella realizzazione di queste opere "d'arte funeraria" sono tra i più rappresentativi del momento.

Lo scultore Giuseppe Sartorio, Enrico Geruggi con i suoi ramage liberty realizzati in bronzo ai primi del Novecento, Emanuele Giacobbe, Vincenzo Vela. Ancora il Gavallotti autore del monumento ad Enrico Serpieri, Giovanni Battista Villa, che realizzò la statua alla memoria di Maria Anna Barrago deceduta nel 1874 e inoltre Tito Sarrocchi, Bonati, Pandrani, Alberoni. Non meno importanti sono gli affreschi di Guglielmo Bilancioni, Fillippo Figari, i bronzi di Andrea Valli, gli stucchi di Domenico Bruschi. Anche la scuola scultoria cagliaritana è ben rappresentata dai vari Pippo Boero, Cosimo Fadda, Giovanni Spano, Francesco Ciusa solo per citare i più importanti.

Bolzano: architettura 1857-1900

Nel 1857 l'Amministrazione Comunale chiama Sebastian Altmann, bavarese, all'ufficio di Civico Architetto.

Sotto la sua direzione Bolzano vive un periodo di intensa attività edilizia ed urbanistica sperimentando le forme architettoniche del "Rundbogenstil" dello storicismo tedesco e le metodologie pianificatorie dei "piani regolatori di ampliamento", tipiche espressioni culturali dei circoli germanici e viennesi, con forti elementi di omogeneità con quanto accadeva in quegli anni in tutte le città mitteleuropee.

La nuova stagione si apre nel 1859 con una grande opera pubblica, il nuovo Padiglione centrale dell'Ospedale Civivo di via Sernesi, destinato a sostituire definitivamente l'ospedale medievale di piazza Domenicani. Ma il vero esordio di Altmann è il primo intervento di pianificazione urbanistica: il piano (1860) per il quartiere della Stazione. L'esperienza compiuta con il quartiere della Stazione viene ripresa e perfezionata a partire dal 1870 con il piano regolatore del quadrante sud-ovest della città. Nell'area a sud del nuovo ospedale, infatti, Altmann disegna il quartiere "Neustadt", formato dalle attuali vie Dante, Carducci e Marconi.

Tra il 1875 e la fine del secolo nel nuovo quartiere si costruiscono diversi edifici (oltre ad un paio dello stesso Altmann, un edificio di von Mayrhauser (1875), il Tribunale (1899) ed altri, tutti di impronta classicheggiante). Fondamentali sono le ripercussioni del quartiere nel tessuto storico della città. Mentre nasce la "Neustadt", Piazza Domenicani diviene l'asse di raccordo tra la città antica e il nuovo quartiere: nel 1870 iniziano i lavori di demolizione della parte anteriore del convento, tra il '73 e il '75 si realizza la sede del Ginnasio, nel 1886 il palazzo delle Poste, tra il '97 e il '98 la nuova Kolpinghaus. Il disegno della Bolzano altmanniana è compiuto: costruire un sistema di espansioni sulla fascia meridionale della città e raccordarla al nucleo antico.